Il Delta del Po: insediamenti e risorse |
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Insediamenti nel Basso Po nell'età del Bronzo |
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Insediamenti e idrografia nel Basso Po in periodo etrusco VI-IV sec. a.C. |
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Principali rotte commerciali tra Etruria padana ed area transalpina |
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Anfora corinzia per il trasporto del vino (Valle Trebba) |
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Anfora corinzia per il trasporto dell'olio (Marzabotto) |
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Amphoriskos di pasta vitrea policroma importato dalla Grecia ritrovato a Marzabotto ove era giunto lungo le rotte commerciali che da Spina si irradiavano ai centri dell'interno. |
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Anfora attica a figure rosse con coperchio (tomba 603 di Valle Trebba). |
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Paraduro: metodo di arginatura delle valli sono pali di castagno infissi verticalmente e facine disposte orizzontalmente per impedire l'erosione degli argini. Il termine valle, dal latino “valium” deriva o dal significato di avvallamento (depressione) o dal significato di muro (argine). |
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Valli Pega, Rillo e Zavelea al momento della bonifica (1953): si notano: 1. a sinistra la forma ad S del paleoalveo del Padus (attivo in epoca etrusca e romana); 2. al centro in verticale un banco chiaro che corrisponde al cordone di dune litoranee (la linea di costa etrusca), la foce del Padus era nella posizione centrale inferiore della foto punto in cui il fiume si apriva un varco nel cordone di dune ed entrava in mare; 3. in alto a sinistra (all'inizio della S) era l'abitato di Spina sull'argine destro del Padus; 4. in alto a destra la foto riprende l'abitato di Comacchio (che all'epoca etrusca non esisteva in quanto l'area era ancora occupata dal mare); 5. al centro si nota una struttura orizzontale che va dal centro della S del Padus al mare (tagliando la duna), presumibilmente questo fu un intervento (canale) degli etruschi si Spina finalizzato a ripristinare la navigabilità del Padus, un fiume ormai vecchio, pensile ed ingombro di sedimenti, difficilmente navigabile in prossimità della foce principale.
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Insediamenti e idrografia nel Basso Po in periodo romano (III a.C.- VI sec. d.C.) |
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Idrografia e vie principali in periodo romano (Uggeri 1989) |
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Cornacervina (FE): durante il periodo romano le aste fluviali principali erano utilizzate come vie di comunicazioni fluviali e terrestri (argini), dopo le invasioni barbariche gran parte delle strutture viarie romane furono abbandonate sia per le inferiori conoscenze tecnologiche sia per i mutamenti climatici medievali che, vedendo una alternanza di diversi periodi freddi e piovosi, misero in seria difficoltà la manutenzione delle rotte viarie; alcune basole trachitiche di selciati stradali romani furono rinvenute nel territorio circostante le antiche vie ed utilizzate come materiale da cantiere. |
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Fortuna maris : nave romana di età augustea (I sec. a.C.-I sec. d.C.), adatta alla navigazione interna, ritrovata in Valle Ponti (Comacchio) nel 1980. Era una barca commerciale per acque interne, a dimostrazione del fiorente utilizzo di rami deltizi e canali per il commercio tra il mare e l'entroterra. |
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Particolare del carico di Fortuna Maris costituito principalmente da lingotti di piombo |
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Alaggio in un bassorilievo di età romana (Museo Calvet Avignone) |
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Alaggio nel bolognese di fine ottocento |
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Passo di Primaro o di Marina – La Chiatta (Beltramelli 1905) |
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Insediamenti e idrografia nel Basso Po (XI sec.) |
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Insediamenti e idrografia nel Basso Po (XV sec.) |
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Veduta aerea dell'abbazia di Pomposa |
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Insediamenti in periodo romano: si nota la tipologia sparsa sul territorio basata su villae e vici impostati sulle aree emerse costituite da argini e paleoalvei, dune e paleodune. |
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Insediamenti in periodo medievale: si nota un accentramento verso il settore centrale della provincia conseguente all'ampliamento delle paludi del Basso Ferrarese. |
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Differenze cognonimiche e distanze genetiche del territorio ferrarese (Manni e Pagnoni 2001). |
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Confini linguistici e livelli di isonimia (Manni e Pagnoni 2001). |
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Ciclo di infezione del plasmodio della malaria. Una fase del ciclo è nelle ghiandole salivari della zanzara anofele e una parte è all'interno dei globuli rossi umani: i microcitemici, dotati di globuli rossi in maggior numero, ma di dimensioni inferiori risultano più resistenti all'infezione malarica, di conseguenza le aree acquitrinose determinano una selezione evolutiva a favore della microcitemia. Il problema a livello sociale è costituito dal Morbo di Cooley o Thalassemia mediterranea, una grave patologia di malformazione dei globuli rossi che portava alla morte dell'individuo entro l'adolescenza. Il morbo di Cooley è presente nel 25% dei figli tra microcitemici. |
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Frequenza dei microcitemici nella provincia di Ferrara (Manni e Pagnoni 2001). Si può notare la maggiore frequenza della microcitemia nel basso ferrarese, dominato, fino alle grandi bonifiche meccaniche tra ‘800 e ‘900, da paludi e acquitrini. |
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Nonostante il costante pericolo di alluvioni, la scarsità di territorio emerso, e le precarie condizioni igienico sanitarie (prima tra tutte la temibile malaria) l'uomo ha cercato di insediarsi in questo territorio paludoso fin dall'età del bronzo! Per quale motivo? 1. Il territorio deltizio era da un lato in una posizione strategica per i commerci, non va dimenticato infatti che le vie fluviali furono le uniche percorribili nella bassa pianura fino al medioevo 2. Il territorio deltizio era ed è ricco di risorse naturali quali pesca, caccia, materiale vegetale, sale Il Delta del Po visto dallo Shuttle |
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Fioritura algale estiva a falsi colori in Alto Adriatico, si nota la maggiore densità di blooms algali nell'area attorno al delta del Po. Una grande quantità di nutrienti scende a valle dalle zone montuose ed è alla base della rete trofica e delle numerose risorse presenti nelle aree planiziali. |
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LE RISORSE La pesca Palazzina Marfisa, Ferrara: La Pesca (Anonimo Emiliano del XVI secolo. |
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Villa Agosta: insediamento romano del I-II sec. d.C. ai bordi della Fossa Augusta e della Via Popilia che utilizzava le argille vallive per la fabbricazione di mattoni e tegole. L'insediamento aveva attività economiche complementari come il vivaio per i pesci (Uggeri 1989). Sopra le peschiere sotto gli edifici |
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Lavoriero nella Valli di Comacchio nel 1800 (Coste 1800) |
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Lavoriero nella Valli di Comacchio negli anni ‘50 |
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Valli di Comacchio, Casone Serilla: in primo piano il lavoriero sullo sfondo il “casone”, l'abitazione dei vallicoltori |
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Casone Valle Nuova: in primo piano le bollaghe, recipienti dove vengono mantenuti in vivo le anguille. |
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Lavoriero: otela di testa o camera della morte, i luogo dove si concentrano le anguille e che vengono poi pescate con le reti. |
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Anguilla marinata di Comacchio. |
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Imbarcazione per la pesca delle vongole a Goro |
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Il sale Salina di Comacchio |
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Saline di Cervia |
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Salina di Comacchio anni ‘20 |
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La caccia Caccia agli anatidi |
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Capriolo |
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Cervo della Mesola |
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Sopra: caccia all'anatra (Fondo Estense, Modena) Sotto: caccia al cervo e al cinghiale (Fondo Estense, Modena) |
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Erbe palustri |